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Emergenza guerra civile

Le elezioni del 31 ottobre 2010 hanno gettato la Costa d'Avorio in una vera e propria guerra civile, in cui si stanno tuttora affrontando le fazioni dei due principali candidati (Gbagbo, presidente uscente e Ouattara).
Uccisioni e razzie si sono consumate in tutto il Paese.
L'insediamento di Ouattara, internazionalmente riconosciuto come vincitore alle urne, apre uno spiraglio che la situazione possa normalizzarsi, anche se non mancano notizie allarmanti.
In questa vicenda, sono state colpiti duramente alcuni dei villaggi in cui gli Stimmatini operano, in particolare Anonkoua-koute e PK 18, alla periferia di Abidjan: popolazione in fuga, i religiosi stessi hanno dovuto abbandonare le proprie case per rifugiarsi ad Aboisso ed Ayamé, dove la situazione è relativamente tranquilla.
 
I danni subiti dalla casa di formazione degli Stimmatini sono ingenti, siamo in attesa di preventivi ma la cifrà sarà di molte decine di migliaia di euro.
Anche la Scuola di PK 18 ha bisogno urgente di un nuovo pulmino e di alcuni interventi di ristrutturazione per poter ricominciare a ottobre.
Per offrire un aiuto concreto è possibile indirizzare una donazione ai consueti appoggi con la causale "EMERGENZA COSTA D'AVORIO".
 
Ecco in sintesi gli aggiornamenti che ci giungono dai nostri missionari
 
giugno 2011: p. Ambroise si è recato a Anonkoua koute e PK18, trovando una situazione desolante: la casa di formazione degli Stimmatini completamente svaligiata, restano in piedi solo i muri degli edifici; la parrocchia in stato di abbandono: molte famiglie hanno lasciato il villaggio di PK18, anche gli allievi della scuola primaria dovranno affrontare molti chilometri per tornare all'avvio del nuovo anno scolastico.
 
11 maggio 2011: p. Dino ci riferisce che, nonostante l'insediamento di Ouattara, le incertezze sono ancora grandi; chi è sfollato ancora non si sente sicuro di tornare a casa, mentre si temono rappresaglie contro chi appoggiava l'ex presidente Gbagbo
 
10 maggio 2011: Emy Massignan ci rassicura che tutti i bambini della Pouponniere stanno bene; il momento peggiore è stato quando, a causa della chiusura delle banche, scarseggiavano i soldi per acquistare pappe e medicinali.
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