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Addio a Daniele Sipione

posted Feb 13, 2013, 7:20 AM by Abcs Verona
Il giorno 7 febbraio si è spento a Udine, a 82 anni, il cancelliere che fondò l’associazione “I nostri amici lebbrosi”: molti i progetti sostenuti anche a fianco dei Missionari Stimmatini.

UDINE. Dopo aver dedicato la sua vita «ai più poveri tra i poveri», si è spento, all’età di 82 anni, Daniele Sipione, ex cancelliere del tribunale e fondatore dell’associazione senza scopo di lucro “I nostri amici lebbrosi”, che ha sede in città in via Poscolle. I funerali saranno celebrati domani alle 9 nella chiesa di San Giovanni Bosco (Bearzi).

Nel 1968, spinto dal desiderio di fare qualcosa di concreto per il prossimo, Sipione, traendo ispirazione dalla lettura di un articolo che raccontava la vita di un laico che aveva speso la propria vita per aiutare i lebbrosi, decise di fondare la “sua” onlus. Scelse i lebbrosi, gli ultimi tra gli ultimi, e al triste primato di emarginazione e di sofferenza seppe contrapporre un primato di amore e di amicizia. Li chiamò amici. Amici perché, diceva, «ci insegnano il bene, come il valore della salute e della vita; amici perché ci danno l’occasione di fare del bene; amici perché ci aiutano a uscire dalla morsa del nostro egoismo educandoci alla fraternità e ai valori che contano».

A partire dal 1977 si recò più volte nei “luoghi della lebbra”, in tre continenti e in trentasei paesi. Fece in tutto una settantina di viaggi di servizio. E fu in quello stesso anno che incontrò per la prima volta Madre Teresa di Calcutta, la quale lo incoraggiò a continuare nell’opera iniziata dicendogli: «Caro Daniele, ama Gesù nei lebbrosi e condividi questa gioia con gli amici che incontri».

Chiamato affettuosamente “il cancelliere dei lebbrosi” o anche “il globe-trotter della solidarietà”, Sipione ha portato a termine tanti progetti contro la lebbra, l'analfabetismo, la fame, costruendo ospedali, case maternità, scuole, asili, centri culturali, acquedotti, dighe e aiutando migliaia di persone nei modi più diversi, con contributi o con l’invio di medicinali, abiti e generi di prima necessità.

Le opere costruite e finanziate da “I nostri amici lebbrosi” (orfanotrofi, centri sociali, dispensari medici) sono sparse in tutto il Terzo mondo: India, Brasile, Tanzania, Etiopia, Burundi, Ecuador, Indonesia, Thailandia, Filippine, Perù, Bolivia e in altri Paesi. Piccoli e grandi ostacoli e malattie non riuscirono mai a fiaccare lo spirito solidale di Daniele Sipione che per il suo grande impegno è stato ricevuto da capi di stato, ha avuto tanti riconoscimenti ed è stato insignito di “premi della bontà” in diverse nazioni. «Vedere le opere realizzate, che pure sono una goccia nell’oceano delle necessità, - diceva Sipione - è la gioia più grande. Così come incontrare lo sguardo di un lebbroso che non si sente più considerato un maledetto».

Sipione, siciliano originario di Rosolini (Siracusa), lascia la moglie e tre figli. Le sue condizioni di salute si erano aggravate nell’ultimo periodo anche per problemi cardiaci.